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Samaritani
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I mwewsamaritani (mwfain ebraico שומרונים‎mwfq?, mwfgin arabo السامريون‎mwfw?)cite-ref-2[2] costituiscono un mwhagruppo etnoreligioso originario della mwhqPalestina d'identità israelita. Discendente dalla commistione di varie popolazioni mwhgsemitiche stanziate nella mwhwSamaria, la comunità professa il mwiasamaritanesimo, mwiqreligione abramitica strettamente correlata all'mwigebraismo.

Basano le loro credenze sul mwjaPentateuco samaritano e affermano che la loro venerazione per il mwjqDio biblico è l'autentica religione professata dagli mwjgisraeliti prima del loro mwjwesilio a Babilonia, conservatasi grazie ai pochi che erano rimasti in Terra Santa, ed opposta a quell'ebraismo che considerano modificato e alterato dagli israeliti tornati da Babilonia. Ancestralmente, i samaritani sostengono di discendere delle tribù israelite di mwkaEfraim e mwkqManasse e dai mwkgsacerdoti mwkwleviti.cite-ref-3[3] Il termine "samaritano" deriva dall'ebraico mwmashamerim (שַמֶרִים), cioè "custodi (della Legge)".cite-ref-4[4]

A partire dal mwngMedioevo i samaritani si convertirono per la grande maggioranza all'mwnwislam, assimilandosi quindi agli altri mwoapalestinesi, mentre una piccola comunità concentrata a mwoqNablus mantenne la propria identità religiosa e culturale. La comunità comprende 796 membri (popolazione censita nel 2017),cite-ref-5[5] dei quali 381 sono concentrati in mwpgCisgiordania, precisamente a mwpwKiryat Luza, nei pressi del monte mwqaGarizim, e 415 in mwqqIsraele, perlopiù a mwqgHolon.

Contents

Storia
Origini
Note

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Storia

Origini

Da un punto di vista strettamente storico i samaritani sono i discendenti di quanti, fra le popolazioni israelitiche delle mwswnove tribù del mwtaregno settentrionale di Israele, rimasero sul posto al momento della deportazione delle mwtqélite urbane esiliate dagli mwtgAssiri (mwtwSargon II si vanta in una sua iscrizione di avere deportato dalla regione in tutto 27.290 persone, quindi palesemente non l'intera popolazione). Questa popolazione di "rimasti", si fuse nel corso dei secoli con una parte delle popolazioni pagane a loro volta deportate in Israele.

Tra gli ebrei era diffusa l'opinione che solo i discendenti delle tribù del mwuqRegno di Giuda (Giuda, Beniamino, Levi, Simeone) fossero "veri" e "puri" ebrei dopo l'mwugEsilio babilonese, e che invece i samaritani discendessero esclusivamente dagli stranieri pagani deportati in Israele nel 722 a.C. per sostituire le popolazioni ebraiche totalmente deportate.cite-ref-6[6]

La visione biblica contrasta però con la persistenza nei territori dell'ex mwwaRegno di Israele, anche durante il periodo esilico, sia della cultura materiale esistente prima della conquista assira (il che indica che le popolazioni erano le stesse), sia soprattutto del culto di mwwqDio (peraltro considerato "illegittimo" dai compilatori dei libri biblici post-esilici).

La Bibbia spiega tale persistenza con una visione divina che aveva insegnato ai popoli pagani nuovi arrivati il culto yahwista, dopo la totale scomparsa degli ebrei dal paese.

Ovviamente da un punto di vista strettamente storico si trattò invece di un classico fenomeno di assimilazione dei nuclei stranieri da parte delle popolazioni già esistenti in luogo, numericamente prevalenti.

mwxqAbu l-Fath as-Samiri, che nel mwxgXIV secolo scrisse una delle maggiori opere storiche sui samaritani, commenta le loro origini:cite-ref-7[7]

mwza«Una terribile Guerra civile scoppiò fra mwzqEli, figlio di Yafni, della dinastia di Ithamar, ed il figlio di Pincus (mwzgFineas), poiché Eli, figlio di Yafni, decise di usurpare il mwzwSommo sacerdozio ai discendenti di Pincus. Egli era solito offrire sacrifici su un altare di pietra. Aveva 50 anni, era in ottima salute ed aveva l'incarico di tesoriere dei figli d'Israele… mwaaEgli offriva sacrifici sull'altare, ma privi di sale, come se fosse sbadato. Quando il sommo sacerdote Ozzi lo venne a sapere e vide che i sacrifici non erano validi, lo depose e si dice anche che lo avesse rimproverato aspramente. mwaqDi conseguenza egli ed il gruppo che simpatizzava con lui si ribellarono e immediatamente lui ed i suoi seguaci con i loro animali partirono per mwagSilo. Quindi Israele si divise in fazioni. Egli mandò a dire ai suoi: "Chiunque voglia assistere a cose meravigliose venga con me", Quindi egli raccolse un grosso gruppo [di seguaci] intorno a lui a Silo ed eresse colà un Tempio per sé; egli costruì un posto come il Tempio (quello sul monte Ehilam). Vi eresse un altare, senza omettere alcun dettaglio, corrispondente in tutto e per tutto a quello originale, pezzo per pezzo.mwaw A quel tempo i Figli d'Israele si divisero in tre fazioni. Una fazione lealista, sul monte Ehilam, una eretica, che seguiva falsi dei e la fazione che aveva seguito Eli, figlio di Yafni, a Silo.»

Nella realtà storica gli ebrei di Samaria, lungi dal convertirsi al mwbqpaganesimo o abbandonarsi al mwbgsincretismo, secondo l'accusa rivolta loro da alcuni ebrei di Giuda, si preoccuparono di preservare il culto di Dio, fino ad arrivare a costruire (in una data non determinabile del IV secolo a.C.) un loro tempio, separato da quello di Gerusalemme, sul monte mwbwGarizim, officiato da sacerdoti di diretta discendenza mwcaaronnica; i mwcqsommi sacerdoti samaritani.

Inoltre i samaritani hanno sempre osservato i precetti mwcwmosaici così come espressi nel mwdaPentateuco, e si sono sempre considerati discendenti di mwdqAbramo e quindi eredi del suo mwdgmwdwberith («patto») con Dio. Di più: secondo la versione samaritana della storia, sono stati semmai i Giudei a deviare dalla retta religione, aggiungendo innovazioni devianti alla corretta fede mosaica, di cui i samaritani si ritengono i soli ed ultimi depositari.

Dopo l'esilio babilonese

Secondo la versione dei fatti fornita dalla Bibbia, dopo il ritorno dall'esilio, i samaritani tentarono di opporsi alla ricostruzione del mwfgSecondo Tempio di Gerusalemme, e sotto mwfwAntioco IV si allearono con i pagani contro i giudei. Gli antenati dei samaritani erano stati riportati nella regione settentrionale di Israele dall'mwgaAssiria (mwgqEsdra 4,2cite-ref-8[8]; mwhgGiovanni 4,4-42cite-ref-9[9]).cite-ref-10[10]

Tuttavia la Bibbia stessa ammette che le "genti del paese" (mwkaam haaretz), cioè i discendenti di coloro che non erano stati mandati in esilio mescolati con i popoli deportati in Israele, offrirono la loro collaborazione per costruire assieme il Tempio e officiarlo assieme. Solo quando i "ritornati" resero chiaro che non intendevano mescolarsi con le "genti del paese" (considerate "razzialmente impure" per i loro matrimoni con non-ebrei), costoro assunsero un atteggiamento ostile, appellandosi al sovrano persiano perché fermasse la costruzione del Tempio - ma anche la fortificazione militare di Gerusalemme, correttamente letta come un'intenzione di dominio sulla regione circostante.

Questo è il quadro che emerge dal racconto biblico, che però semplifica in pochi episodi un processo che fu molto meno lineare ed univoco di quanto racconti il testo che abbiamo recepito. Lo stesso caos in cui ci sono pervenuti i due libri principali sul ritorno dall'Esilio, il mwkgLibro di Esdra e il mwkwLibro di Neemia, ricchi di anacronismi e contraddizioni, mostra che essi sono una compilazione "a posteriori" e molto rimaneggiata di una storia che fu molto più complessa di quanto ci sia stato tramandato.

Ad esempio, il fatto che i samaritani abbiano adottato come loro la redazione del mwmgPentateuco elaborata dai Giudei durante l'esilio (sia pure epurandola in seguito per mostrare che il "vero" culto era quello sul Monte Garizim, non quello di Gerusalemme), mostra che almeno all'inizio ci fu un'intesa pacifica fra le due popolazioni dei "rimasti" e dei "ritornati", e un profondo scambio culturale.

La Bibbia giudaica stessa conserva tracce di un dibattito, che fu sicuramente aspro, fra il partito politico dei ritornati che volevano fondersi coi "rimasti", e quello dei ritornati che intendevano mantenere la separazione assoluta dalle "genti del Paese" come condizione per preservare la purezza del culto ebraico. Il mwnaLibro di Rut rappresenta per esempio una voce dissenziente, che mostra una donna non ebrea, vedova di un ebreo, mentre si comporta in modo esemplare verso l'ebraismo e il popolo ebraico, tale da meritarsi di diventare bisnonna del re-eroe mwnqDavide (la polemica politica in questo punto doveva essere palese ai destinatari dello scritto, anche se oggi a noi può sfuggire). La presenza di questo ed altri testi nel canone biblico dimostra che il partito politico di cui erano l'espressione fu a lungo sufficientemente forte da impedirne la messa al bando prima che diventassero "canonici".

Se dunque i libri della Bibbia scritti dopo l'esilio presentano la decisione di separare la comunità giudaica dei "ritornati" da quella delle "genti del paese" come una decisione chiara, netta, presa senza tentennamenti, la documentazione storica - a iniziare proprio della Bibbia - mostra che essa fu la conclusione finale di un lungo scontro politico che per un lungo periodo iniziale sembrò far prevalere il partito della fusione fra i "rimasti" e i "ritornati".

Quale che sia il modo in cui si svolse lo scontro, è la Bibbia stessa ad attestare che, quando fu imposto a tutti i membri della classe sacerdotale di cacciare le loro mogli non ebraiche e i figli avuti da loro, un sacerdote che non volle sottostare a questa imposizione considerava i samaritani sufficientemente "ebrei" ed "ortodossi" da fuggire presso di loro con la famiglia, garantendo così la continuazione della linea sacerdotale legittima al culto del loro Tempio.

Questo sacerdote fu mwpgManasse, figlio di Joiada, il quale era figlio del sommo sacerdote Eliasib.

Secondo quanto riportato nel mwqaLibro di Neemia (13:28) e approfondito dallo storico Giuseppe Flavio nelle mwqqAntichità giudaiche, Manasse aveva sposato mwqgNikaso, figlia di mwqwSanballat l'Horonita, il governatore della Samaria.

Ecco i punti chiave della sua vicenda storica e letteraria:

1. mwrwIl rifiuto. Quando Neemia impose la riforma che obbligava i sacerdoti a ripudiare le mogli straniere per preservare la "purezza" del lignaggio, Manasse si rifiutò di divorziare da Nikaso.
2. mwsqL'espulsione. A causa della sua disobbedienza, fu espulso dal sacerdozio di Gerusalemme.
3. mwswIl Tempio sul monte Garizim. Manasse fuggì presso il suocero Sanballat in Samaria. Secondo il racconto di Giuseppe Flavio, fu proprio per Manasse che venne costruito il tempio samaritano sul monte Garizim, permettendogli così di continuare a esercitare le funzioni sacerdotali secondo la stirpe legittima (quella di Aronne), ma fuori da Gerusalemme.

Questo evento segnò una tappa fondamentale nella separazione definitiva tra Giudei e Samaritani.

Quanto all'ostilità fra le due confessioni religiose, essa è un dato di fatto storicamente accertato, ma nel giudicarla vanno tenuti in considerazione anche elementi quali il fatto che alla fine non furono i pagani bensì i Giudei a radere al suolo il tempio di Samaria (sotto mwtgGiovanni Ircano, nel 123 a.C.).

Gesù e i samaritani

Al tempo di mwvgGesù, l'ostilità fra giudei e samaritani era ancora viva, i samaritani vengono considerati scismatici, se non veri e propri pagani. Gesù stesso (mwvwMatteo mwwa10,5cite-ref-11[11]) proibisce ai suoi discepoli di predicare in città samaritane in quanto era giunto unicamente per le "pecore smarrite" israelite, non per altri popoli e culti.

Ma è proprio per questo motivo che Gesù, raccontando la mwxgparabola del buon samaritano, sceglie uno di loro come esempio per spiegare l'attenzione che bisogna avere verso il mwxwprossimo (mwyaLuca mwyq10,25-37cite-ref-12[12]), mostrando che è preferibile un "eretico", come un samaritano, che si comporta con amore verso il prossimo, di quanto non siano dei sacerdoti e dei leviti, le cui convinzioni siano del tutto ortodosse ma che si comportino senza alcuna carità verso il loro prossimo. Il vero credente, per questa parabola, è chi nelle azioni segue l'esempio di Cristo, e non chi si reca al culto nel tempio più "ortodosso". Gesù attraverso la parabola vuole quindi enfatizzare l'importanza della mwzgmorale, della mwzwcompassione e del giusto comportamento da tenere nei confronti degli altri, anteponendo quindi l'mw0aamore e l'mw0qetica alle formalità.

Lo stesso vale per l'mw0wincontro con la samaritana al mw1apozzo di Giacobbe" (mw1qmw1gGiovanni mw1w4cite-ref-13[13]), il cui comportamento è ancora più "paradossale" in quanto lei, "miscredente", se non addirittura "pagana" (ed anche persona dalla vita scandalosa), è capace di comprensione di cose che i credenti ortodossi, che pure hanno avuto l'educazione necessaria per comprenderle, non arrivano a capire.

Ancora in mw3qLuca mw3g17,11-19cite-ref-14[14], quando Gesù guarisce dieci lebbrosi, uno solo di loro è capace di gratitudine e va da lui a ringraziarlo, ed è un samaritano.

Pare tuttavia evidente che i giudei, anche nel periodo della dominazione romana, continuassero comunque ad avere una certa ostilità nei confronti dei samaritani. Gesù stesso, mentre insegna al tempio, viene accusato dai suoi nemici di essere posseduto dal diavolo e di essere un samaritano (mw5amw5qGiovanni mw5g8,48cite-ref-15[15]).

Samaritani e giudei

L'ebraismo di discendenza giudaica, che è quello praticato ormai da tutti gli ebrei del mondo ad eccezione di appena un migliaio di samaritani, ha respinto fin da dopo l'Esilio lo mw8qstatus ebraico dell'ebraismo di discendenza israelitica, giudicando gli ebrei samaritani scismatici, stranieri, pagani, impuri; la loro ebraicità era considerata incerta da alcuni mw8grabbini del periodo mw8wtalmudico, che li accusavano di adorare le colombe; il matrimonio tra ebrei e samaritani era proibito.

Oggi una piccola comunità di un migliaio di samaritani, di lingua araba, ancora guidata da una gerarchia sacerdotale, sacrifica l'agnello pasquale sul monte mw9qGarizim, luogo santo samaritano da oltre due millenni, vicino a mw9gNablus.

I samaritani possiedono una loro versione del mw-amw-qPentateuco (l'mw-gmw-wEsateuco), che interpretano letteralmente, e anche se non considerano i mw-aProfeti e gli mw-qAgiografi come testi sacri, credono nel mw-gMessia e nella resurrezione dei morti dopo il mw-wGiudizio Universale. Buona parte delle discordanze fra la versione samaritana del mwaqaPentateuco e quella giudaica mira peraltro a stabilire sul monte Garizim, anziché sul Monte del Tempio di mwaqeGerusalemme, il "vero" luogo del culto di Dio.

Come altri settari posteriori, quali i mwaqmsadducei e i mwaqqcaraiti, anche i samaritani possiedono un loro calendario.

Nel mwaqy351/mwaqc352, durante la mwaqgrivolta ebraica contro Gallo, i rivoltosi mwaqkebrei sterminarono tutti i membri delle etnie diverse presenti nelle città in loro possesso, come mwaqoDiocesarea, mwaqsTiberiade e mwaqwLidda.cite-ref-girolamo-teofane-16-0[16]

Rivolta del 484

Nel mwaro484 i samaritani si ribellarono contro il dominio bizantino. Le cause della rivolta non sono chiare; secondo alcuni storici, la rivolta fu originata da una ondata di nazionalismo nelle province orientali dell'impero originata dalla concomitante rivolta di mwarsIllo; secondo altri storici la rivolta fu causata dal tentativo delle autorità di riesumare le reliquie sacre samaritane e trasferirle a Costantinopoli.

La rivolta scoppiò a mwar0Garizim, dove cinque chiese cristiane, costruite su luoghi sacri samaritani, furono date alle fiamme. I ribelli si recarono poi alla chiesa di Santo Stefano a Neapolis (moderna mwar4Nablus); qui il vescovo locale, Terebinto, stava celebrando la messa di mwar8Pentecoste, e i ribelli gli tagliarono le dita. I ribelli nominarono loro capo un brigante locale di nome Justasa o mwasaJusta, che fu forse anche consacrato re; poi si mossero su mwaseCesarea, che conquistarono e in cui celebrarono la vittoria organizzando delle corse di cavalli. La rivolta ebbe termine quando Justa fu sconfitto dalle truppe di Asclepiade, mwasimwasmdux Palaestinae, rinforzate dagli mwasqArcadiani di Rege; decapitato, la sua testa fu inviata a Costantinopoli all'imperatore mwasuZenone.

La punizione dei samaritani fu esemplare. L'imperatore si recò per due volte a Neapolis (Nablus), attorno al 489. I samaritani furono costretti a convertirsi, arsi vivi o smembrati; settanta sacerdoti samaritani furono messi a morte in una esecuzione pubblica, in un mercato cittadino (forse Neapolis/Nablus). Due importanti sinagoghe samaritane, quella di mwascHelqat Hasedeh costruita da Aqbun e quella eretta da Baba, furono confiscate e la prima convertita in un monastero. Ai samaritani fu proibito di accedere alla montagna sacra; la campagna fu devastata e le samaritane violentate.cite-ref-17[17]

Demografia e politica

Nel ventunesimo secolo i samaritani sono in maggioranza cittadini di mwatmIsraele; i residenti di mwatqKiryat Luza possiedono la doppia cittadinanza palestinese e israeliana. Ancora oggi posseggono mwatuun loro sommo sacerdote. Relativamente al mwatyconflitto israelo-palestinese la comunità adotta posizioni neutrali, anche se non sono mancati membri che hanno espresso il proprio appoggio alla causa palestinese, come Nader Sadakah, militante del mwatcFronte Popolare per la Liberazione della Palestina.

Note

cite-note-samaritanupdate-11. mwauymwaucmwaugThe Samaritan Update, su mwaukthesamaritanupdate.com. mwauoURL consultato il marzo 2020.
cite-note-22. I samaritani si definiscono שומרים mwau4shomrim, cioè "custodi", mwau8scilicet della Legge (John Mills, mwavamwaveThree months' residence at Nablus, and an account of the modern Samaritans, J. Murray, 1864, pp. 177-178; Benny Thettayil, mwaviIn spirit and truth: an exegetical study of John 4:19-26 and a theological investigation of the replacement theme in the Fourth Gospel, Peeters Publishers, 2007, p. 323). Il termine "samaritano" deriva invece dall'ebraico שומרונים mwavmshomronim, ovvero "abitanti della Samaria".
cite-note-33. mwavc(mwavgmwavkENmwavo) "Who are the Samaritans?". Shomronim.com. Retrieved 2011-12-05.
cite-note-44. mwav4(mwav8mwawaENmwawe) David Noel Freedman, mwawiThe Anchor Bible Dictionary, 5:941 (New York: Doubleday, 1996, c1992).
cite-note-55. mwawymwawcmwawgwww.thesamaritanupdate.com, su mwawkthesamaritanupdate.com.
cite-note-66. Cfr, ad esempio,E. Tov, mwaw0Textual Criticism of the Hebrew Bible (Minneapolis, Fortress Press, 2001), 82ss.: "according to [2 Kgs 17:24-41] the Samaritans were not related to the Israelites, but were people brought to Samaria by the Assyrians in the eighth century b.c.e. [...] In the Talmud they are indeed named ‘Kutim’, that is, men from Kutah, a region in Assyria (cf. 2 Kgs 17:24)." ("secondo [2 Re 17, 24-41] i samaritani non erano collegati agli israeliti, ma erano stati portat nella Samaria dagli Assiri nell'ottavo secolo a.C. [. . .] Nel Talmud sono infatti chiamati mwaw4Kutim, cioè uomini di Kutah, una regione dell'Assiria (cfr. 2 Re 17, 24)".
cite-note-77. mwaxi(mwaxmmwaxqENmwaxu) Robert T. Anderson and Terry Giles, mwaxyThe Keepers, An Introduction to the History and Culture of the Samaritans, Hendrickson Publishing, 2002, pagine 11-12
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Bibliografia

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Voci correlate
Altri progetti

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Collegamenti esterni

• (EN, AR, HE, RU) Sito ufficiale, su the-samaritans.net.
• The Samaritans Channel (canale), su YouTube.
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• citerefdizionario-di-storiasamaritani, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Samaritan, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcyclop-dia-of-biblical-theological-and-ecclesiastical-literature(EN) Samaritani / Samaritani (altra versione), in Cyclopædia of Biblical, Theological, and Ecclesiastical Literature, Harper.
• mwadk(EN) Samaritani, su thesamaritanupdate.com.
• mwads(EN) Alfabeto samaritano, su omniglot.com.